venerdì 19 settembre 2014

Quell'incredibile ghost story che è "Belluscone - Una storia siciliana"




Siamo di fronte a uno dei film italiani più importanti dell'ultimo decennio e non poteva essere altrimenti. Opera definitiva di Maresco, sua ideale "scomparsa" dal cinema (e dal mondo), tragicomico crepuscolo di un intero paese. Si ride e si soffre con l'amarezza di chi non può più conoscere una riconciliazione. Tra divetti neomelodici, storia di un paese dal cuore infranto, racconto dell'origine e del crollo di un "salvatore" caduto. Non è (solo) un film su Berlusconi ma il racconto di come, alla fine, siamo stati fagocitati dalle immagini (e di come, quelle stesse immagini, siano arrivate a vomitarci tutti). D'altronde "Belluscone - Una storia siciliana" altro non è che il film di Maresco su Maresco: opera sull'invisibilità, su una progressiva, inconciliabile nausea che porta - necessariamente - a un tramonto artistico, umano, esistenziale. Una cornice neonoir collega i pezzi, resuscita un'operazione fallimentare - un film mai finito - nella consapevolezza che non si possa arrivare mai a un punto. E quando ci si affaccia sul presente, in una devastante soluzione di continuità col passato (si pensi alla sequenza horror di Renzi dalla De Filippi), allora emerge un sentimento di estraneità davvero disarmante. Un sentirsi fuori, senza alcuna possibilità di reintegrazione. Film ultimo dove, tra le ombre deformi dell'Italia, un uomo si mette a nudo con una sincerità davvero disarmante. In definitiva solo una ghost-story si rivela capace di raccontare questo paese.

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