martedì 17 marzo 2015

I fuochi di Mann




Sarebbe da perdersi negli strabilianti giochi di fuoco dell'ultimo Michael Mann. Se è vero che tutto "Blackhat" è attratto dall'invisibile, la sfocatura e il passaggio di fuoco rendono ogni inquadratura l'esito sfumato di un intero mondo. Tutto il film diviene racconto di una trasformazione in atto che non può essere fermata.
Dice bene Matteo Berardini quando pensa a Wong Kar-wai vedendo "Blackhat". Perché in fin dei conti il terreno comune è quello di un melò che lotta contro il tempo, con i suoi fantasmi, i suoi spettri e le sue relazioni d'amore che si susseguono come eco remote e struggenti, disseminate in costellazioni di numeri.
E due registi così lontani si ritrovano nella stessa stanza, nel terreno liminale che separa il fuoco dal fuori fuoco, raccontando storie e personaggi che lottano fino alla fine pur di non svanire...


2 commenti:

Vittorio Morelli ha detto...

"Perché in fin dei conti il terreno comune è quello di un melò che lotta contro il tempo, con i suoi fantasmi, i suoi spettri e le sue relazioni d'amore che si susseguono come eco remote e struggenti, disseminate in costellazioni di numeri. " Direi che non avresti potuto dirlo meglio...anche io ho pensato a Wong Kar Wai vedendo l'ultimo Mann, specialmente quando ci sono lei e lui di notte, e per via di quella malinconia di fondo che pervade tutto il film, quel romanticismo di cui è impregnata ogni scena. Come "Miami Vice" l'ho trovato un film senza tempo, fuori dal tempo e l'ho adorato. Poi se dovessi dirti i motivi precisi per cui i film di Mann esercitano su di me un fascino indescrivibile, avrei molta difficoltà a trovare le parole giuste. Una difficoltà che a te non manca, perchè il tuo pezzo "Melò 2.0" l'ho trovato magnifico. E visto che ci sono ti dico che Mann l'ho recuperato tutto proprio dopo aver letto il tuo intervento su Fb a proposito di Miami Vice. Sino a quel momento lo avevo tenuto di poco conto, bollando i suoi film come "film di genere" ancora prima di vederli. Se quindi oggi ho un altro regista da adorare è anche grazie a te. Perdonami la sviolinata, ma credimi, amo questo blog! continua così!

Samuele Sestieri ha detto...

Grazie Vittorio, sono commenti come questo che mi riempiono di gioia. Non potevi scrivermi cose più belle. Averti fatto recuperare tutto Michael Mann, questa è la soddisfazione più grande. Grande. :)