mercoledì 19 marzo 2014

Non è solo una caccia all'uomo:
Essential Killing di Skolimowski




Caccia all'uomo e destino braccato: "Essential Killing" è l'opera che inscena, in maniera clamorosamente scarna e ascetica, l'istinto basico di sopravvivenza; ne deriva una riflessione lucidissima sulla natura animale dell'uomo stesso, salvo poi proporre un momento di sospensione davvero memorabile: la compassione della sordamuta, il calore di una casa e di uno sguardo in grado di superare le barriere di un conflitto. Unico autentico momento di humanitas all'interno di un percorso inevitabilmente regressivo: l'uomo è pulsione prima che ragione, puntino minuscolo in mezzo all'abisso, individuo braccato non tanto dagli altri uomini quanto dall'immensità della natura selvaggia: un mondo infinito tutto da percorrere, dove il tramonto è (pre)visione funesta di una fine sempre in agguato.
In questa corsa sfiancante sulla neve o nel deserto, tra i latrati dei cani e i respiri affannosi di Vincent Gallo, Skolimowski riesce ad asciugare, scarnire e denudare un intero immaginario, perché quello che gli interessa è l'uomo lasciato solo in un mondo dominato dall'ostilità. E così facendo ci regala un'opera profondamente politica - ma ancora di più, profondamente umana - che è davvero difficile dimenticare.


2 commenti:

Kris Kelvin ha detto...

Visto al festival di Venezia qualche anno fa e poi, naturalmente, passato inosservato all'uscita delle sale: eppure è un film avvincente e claustrofobico (anche se girato sempre in esterni): lo è per il modo in cui ti coinvolge e ti 'soffoca' durante la visione. Ottima la prova di Vincent Gallo, ormai attore 'maledetto' del cinema contemporaneo

Samuele Sestieri ha detto...

Rendere asfissiante uno scenario desertico: solo Skolimowski...