mercoledì 1 giugno 2011

"Perché andiamo a frugare nell'Universo quando non conosciamo niente di noi stessi?"



Rivedendo "Solaris" di Andrej Tarkovskij nella versione originale e non in quella mutilata vergognosamente dall'Italia rimango di nuovo estasiato e inquietato dalla sequenza più frastornante e aliena del film. La galleria - passaggio ideale terra/Solaris o, forse, Solaris/Solaris. Una partenza tra passato e presente, cinema puro scandito da suoni impuri, migliaia di fotogrammi atemporali in quieta fibrillazione. Kelvin è in procinto di partire, qualcuno è già partito prima di lui. E' un viaggio nel passato che ritorna al futuro, è il colore che irrompe e squarcia il bianconero. E' il rosso accecante e disturbante dei fari delle automobili ammucchiate nella loro corsa inevitabile (inutile?) contro il tempo. Quale tempo? Quello interno all'inquadratura, che la fa respirare e vivere di una scansione temporale propria. Tarkovskij riinventa il tempo e plasma lo spazio. Quale spazio? Lo spazio della galleria o lo Spazio dove viene spedito Kelvin? Il magma pensante della solaristica esiste già qui, a pochi decine minuti dall'inizio del film. I mostri del passato - immagini mentali divenute fisiche - trovano la loro partenza ideale in questi (non)luoghi di passaggio. Al viaggio nello Spazio dell'uomo risponde il viaggio nell'uomo. "Perché andiamo a frugare nell'Universo quando non conosciamo niente di noi stessi?"
Magma pensante, cervello oceanico, creazione in Solaris. Il Tempo non ha più importanza. E lo Spazio siamo noi.

2 commenti:

Kelvin ha detto...

Splendida analisi di una delle scene più famose del film. Complimenti. Mi sento molto in 'soggezione', da umile dilettante e semplice appassionato di cinema, di fronte a un 'addetto ai lavori' come te, ma condivido in toto il tuo pensiero.
Se ho chiamato il mio blog 'Solaris' è proprio perchè questo film mi ha fatto pensare e ri-pensare proprio alla domanda che apre questo post.
Il nostro corpo e la nostra anima sono il più grande mistero dell'esistenza...

samuele sestieri ha detto...

Ti ringrazio, mi fa molto piacere leggere il tuo commento. Non si trova in giro molta gente che ama (e conosce) il cinema di Tarkovskij. Il tuo blog "Solaris" ha attirato subito la mia attenzione. Riguardo alla domanda che è alla base del film l'uomo rimane un mistero e una galassia, e soltanto i più grandi cineasti l'hanno esplorata. Trovo straordinaria la "fantascienza" (anche se non credo che Tarkovskij sarebbe stato d'accordo a circoscrivere il suo film in un genere) come mezzo di esplorazione del cosmo/uomo.
Ci si rilegge presto, il piacere è mio!