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lunedì 21 novembre 2016

La La Land




Non l'avrei mai creduto, eppure "La La Land" di Damien Chazelle è davvero un film bellissimo. Perché è un film in cui si vorrebbe vivere in una bolla fuori dal tempo, in quel sogno lungo un giorno di coppoliana memoria, eppure la realtà irrompe sempre, magari con un cellulare che suona al momento sbagliato, magari con una sala vuota al debutto di un'attrice. Il musical si fa terra dei sogni e del cinema, isola che non c'è in cui restare o andarsene, almeno per un attimo, anche solo per uno sguardo. Dall'altra parte Stanley Dolen e Gene Kelly stanno a guardare, ma c'è sempre la consapevolezza amarissima che ieri non potrà essere mai più domani. E allora si balla tra le stelle, pronti a sognare un what if impossibile, un altro mondo in cui tutti vissero felici e contenti. Pronti a sognare il cinema, si potrebbe dire. Solo per un ultimo ballo. Uno solo, per tornare felici a cantare sotto la pioggia.

mercoledì 23 settembre 2015

Whiplash di Damien Chazelle




Recuperato dopo mesi "Whiplash" di Damien Chazelle: ennesimo filmettino furbissimo, ruffiano come pochi nella sua adesione incontrovertibile ai modelli più cari all'Academy. Opera quasi paradossale per come parla di un'amore viscerale per la musica senza poi, minimamente, essere in grado di restituirne fascinazione o magia. Non c'è passione, non c'è istinto, non c'è potenza, non c'è un briciolo di verità: perfino nella messa in scena delle esecuzioni musicali, la regia procede per accumulo, alternando inquadrature velocissime che vorrebbero seguire il tempo della musica e finiscono invece per deformarlo, allontanarlo, dimenticarlo (lo stacco a tempo, deformazione fastidiosissima che elimina il "tempo" dell'immagine, la sua durata, a favore di una tirannia tutta musicale). Anche i personaggi sono macchiette prive d'identità, con lo stupendo JK Simmons intrappolato in un ruolo che non concede nulla, non libera nulla e, soprattutto, non lascia nulla. Senza soffermarci sul punto di vista ideologico (in una morale così accondiscendente, così prevedibile da far paura) "Whiplash" è un'operetta servile e stanchissima, che vorrebbe esplodere ma finisce solo per annoiare.